Era una notte buia e tempestosa quando… no, forse non era così buia e tempestosa.

Stai per cominciare a leggere il romanzo “Se una notte…”. No, non è vero nemmeno questo. È solo un blog. È verità universalmente riconosciuta… stiamo completamente sbagliando strada. Questo blog vorrebbe avere grandi ambizioni letterarie, (chi può dirlo, in futuro), per ora si limiterà a raccontarvi genesi ed evoluzioni di Aperitivo Clandestino.

Aperitivo Clandestino nacque in una notte né troppo buia e decisamente non tempestosa, perché l’effetto serra attanaglia Milano da tempo ormai, e l’inverno non è più troppo inverno.

Chiameremo i nostri protagonisti i due Protagonisti. Sarebbe comodo chiamarli con i titoli che l’accademia ha loro conferito, ma si sa, le passioni spesso conducono altrove rispetto ai nostri studi, e quindi i nostri due non si rispecchiano più molto in ciò che studiarono. Al di là delle filosofie, probabilmente non si girerebbero nemmeno. Invece Protagonisti…a chi non fa piacere esserlo, anche se solo di una storia semplice?

Tornando alla notte luminosa e serena di cui sopra, uno dei nostri protagonisti aveva già in mente l’embrione di Aperitivo Clandestino. Proprio quella sera si ritrovò a una serata clandestina, un concerto, per la precisione, organizzato con tanto cuore e tanta improvvisazione dall’altro protagonista di questa storia.

Iniziarono a chiacchierare rumorosamente (il primo protagonista di questa storia aveva qualcosa a metà tra l’otite e il raffreddore, ad ogni modo non sentiva, quindi gridava) della loro voglia di organizzare eventi culturali, di portare in giro idee, di diffondere storie sconosciute, di ascoltare persone, di incontrarne di nuove. Di bere del buon vino e di dire basta alla maionese inacidita nei tramezzini agli aperitivi.

Qualcuno potrà criticare che stiamo ponendo troppa enfasi nel racconto di quello che in fin dei conti è un progetto semplice, ma in fin dei conti quest’enfasi, che male fa?