Paolo Agrati, poeta contemporaneo

Paolo Agrati, poeta contemporaneo


LA STORIA

Paolo Agrati è nato nel 1974 a maggio. Si occupa principalmente di poesia, scrittura, musica e amenità. Ha pubblicato le raccolte di poesia Amore & Psycho (Miraggi Edizioni 2014), Nessuno ripara la rotta (La Vita Felice 2012), Quando l’estate crepa (Lietocolle 2010) e il libriccino piccola odissea (Pulcinoelefante 2012). E’ uno dei principali Slammer Italiani, da sempre propone la sua poesia dal vivo, portandola coi Reading nei luoghi più svariati e inusuali.

Nell’estate del 2014 partecipa al XXIV° Festival Internazionale della poesia di Medellin in Colombia come ospite italiano ed è finalista del premio Carducci dove consegue il riconoscimento “Pietrasanta-scultura e poesia”.

Nel 2015 partecipa al progetto artistico internazionale Broosistan, degli artisti belgi Peleman and Schellekens. Nel 2016 traduce “Fanon city meu” del poeta cileno Jaime Luis Huenùn e il Booktrailer di Amore & Psycho viene premiato con una menzione speciale al Cortinametraggio , il Festival di corti di Cortina. E’ narratore e cantante nella Spleen Orchestra, band di culto nel suo genere, che ha co-fondato nel 2009 e che ripropone le musiche e le atmosfere dei film di Tim Burton.


 

LA FILOSOFIA

Il poetry slam come passaggio necessario per avere un contatto con le persone, sviluppando capacità utili in altri ambiti comunicativi  come la musica e il doppiaggio: far sentire le voci, farle riconoscere. Importanti sono pure l’umiltà e il coraggio che la poesia ti impone: se ti presti, accetti di andare in pasto ai leoni, accettando il giudizio di un pubblico che non conosci e di cui non conosci la reale padronanza della poesia. Accetti di prendere voti letteralmente da chiunque, più o meno istruito. Il lato negativo del poetry slam invece sta nel fatto che la lingua rischia di perdere molto: se il linguaggio più facile da veicolare è il comico, e spesso capita di riscontrarlo, rischi di voler far ridere per far ridere, perdendo di vista la poesia.

L’importante è scrivere, oltre che mantenere un approccio ludico e di condivisione. Bisogna fare in modo che che ognuno esprima ciò che ha dentro e non esiste il bello e il brutto, ma solo l’espressione. Se vogliamo scomporre la poesia in componenti Paolo Agrati ne identifica tre: comunicabilità, musicabilità e tecnica. Per ipotesi, ci si potrebbe appassionare ad una sola di queste tre componenti ed essere comunque contento di ciò che si ha letto o ascoltato. Le più disparate possibilità di scrivere sono tutte strade, e non c’è una strada per forza migliore delle altre: basta che ce ne sia una, che sia visibile e percorribile.


 

IL PROGETTO

Paolo Agrati è stato da sempre interessato alla poesia orale e alle sue potenzialità. Ha partecipato negli anni a numerose letture, competizioni poetiche dal vivo e Poetry Slam, le originali sfide letterarie tra poeti, scrittori e performer della parola, in tutta Italia.

E’ Narratore e Cantante nella Spleen Orchestra. Dall’esperienza del palco sono nati i Reading Letterari legati alla presentazione dei libri; veri e propri spettacoli concepiti con l’intento di riuscire a presentare e leggere poesia nei luoghi pubblici più svariati e inusuali.

Siete mai andati ad una lettura di poesia? Dopo aver assistito ad un suo spettacolo , potreste pure tornarci.

Spettacoli che sanno far divertire ma anche far pensare.

LE POESIE


Da “Quando l’estate crepa”

Quando l’estate crépa
allungano le vene tra le zolle.
Mentre arde i suoi colori
l’acero non sa
se diverrà violino.
Ed io, pellegrino senz’acqua
mentre amore accartoccia
quando l’ estate crèpa.

—-

I bottoni sono segno dell’umana vanità
sostengono alcuni. Io senza ritegno
ti slacciavo la sottana, con la gioia
del bimbo che scarta i regali di Natale.
Che sarebbe di me senza questo peccare
chi sarei?

—-

Non resta che ingannarle, queste dita
distrarle in qualche astuta operazione
quotidiana. Si incontrano smarrite
dalla lieve passeggiata del mattino.
Era la mia lingua straniera, compresa
dalle labbra con le quali non pronunci
parola, era lo sguardo d’erba bagnata
la marcia dei soldati sulla pelle di neve.
L’impronta non concessa a questa bocca
illusa d’esser casa di un respiro.
Del suono, del tuo soffio sono cassa.
Ti porto come un organo
all’altare della chiesa.

Da “Nessuno ripara la rotta”

Accarezzo le tue inesattezze
mentre parli a tua madre.
Seguendo le curve della schiena
bendate in cima dal reggipetto
e poi dal collant troppo stretto.
Adoro sentire il tempo che abbonda
sui fianchi. Il tuo seno imperfetto.
Ma qui al ristorante il momento
è per desiderarti soltanto.
Pensare che dopo il pranzo
il vino, la carne, i parenti.
La qualità più croccante
del gusto è l’attesa.

Perciò che per ora sia pasto
sia il vino, la carne, i parenti.

—-

Che faccia un po’ meno male
quest’ansia banale che crepa
il porticato.
Il tempo ha chiuso le ortensie
e il lambrusco è quasi finito.
La incontro pugnale, spina nel dito
mosca che ronza la mattina, di domenica
all’alba.
Potessi sperare in un pediluvio
all’aceto
in un balsamo alla crema di malva.
Che la schiena mi duole
come il dorso all’asino in guerra.
La pena di un sonno che ama la veglia.

Poi tu. Arrivi sculettando
con un cesto di ciliegie.

—-

Magari c’è un treno
Certe opinioni andrebbero ignorate
pensavo, come le erbacce cresciute
ai bordi delle strade di campagna.

Sono trecentomila mi disse
lo sbirro quell’alba in Liguria
perché stai dormendo sulla spiaggia.

Le pare che con in saccoccia
trecentomila lire, idiota
avrei dormito qui sulla spiaggia?

Ora il mattino impiglia agli stivali
sporcati dal freddo della scighera.
E’ il tempo dei regali di Natale

di contare i rabberci nel cappotto.
Di stringere la mano al vicino
il cialtrone del piano di sotto.

(Mio padre adorava il presepe
con gli uomini di gesso, chissà se
mi pensa, dove si trova adesso).

E’ tempo di cercare un arcobaleno
mi hanno detto che ce n’è sempre uno
da qualche parte. Pensavo magari
c’è un treno, domani sul presto, che parte.


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Alma, birrificio artigianale monzese

Alma, birrificio artigianale monzese


LA STORIA

Un progetto ed una passione. Tutto iniziò in casa,i primi esperimenti più per gioco che con reali prospettive lavorative, poi l’incontro tra Davide e Alberto, entrambi homebrewer fa sì che la passione diventi qualcosa di più concreto. Nasce così il birrificio Alma. La struttura vanta una sala cottura da 250 litri con uno spazio cantina composto da 6 fermentatori per un totale di 2250 litri.

L’amico Jurghen, studente di Scienze e Tecnologie alimentari inizia prima una collaborazione con un tirocinio per poi entrare a far parte del Team. Negli anni la squadra si è allargata integrando Dario, ragazzo affetto da Sindrome di down, addetto all’etichettatura e al “controllo qualità”.


 

LA FILOSOFIA

La filosofia di questa giovane attività si può intuire già da nome: Alma. Questi ragazzi hanno messo l’anima e tutta la loro passione in questo progetto. Quello che più importa è la consapevolezza di produrre e far bere un prodotto professionale e di alta qualità che nasconda dentro di sè un mondo fatto di ricerca e esperimenti continui.

Cercare di proporre non una semplice birra ma un vero e proprio prodotto d’arte senza però tralasciare gli aspetti più semplici e il potere di aggregazione che ha questo succo di Malto.


 

IL PROGETTO

Alma è una realtà nata da pochi anni grazie a due ragazzi e alla loro passione sfrenata per la birra, un prodotto alimentare all’apparenza semplice ma che richiede molta attenzione e inventiva.

Il progetto è quello di creare e diventare un punto di riferimento della produzione birraia nel monzese e fare in modo che questo loro prodotto diventi uno dei simboli della loro città. Da qui anche la scelta di utilizzare l’acqua del comune di Monza senza apportare nessuna modifica. Un esempio di imprenditorialità e di impegno giovanile.



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Slow Working, associazione e coworking

Slow Working, associazione e coworking


LA STORIA

Sloworking nasce come Associazione culturale a Vimercate nel dicembre del 2014 dall’idea di cinque amiche, mamme e libere professioniste, convinte della necessità di divulgare una visione nuova del rapporto vita-lavoro, attraverso azioni di informazione e formazione sui temi dell’autoimprenditorialità femminile e delle pari opportunità di genere, promuovendo azioni concrete a favore dell’armonizzazione vita-lavoro.

Nel corso del 2015 – con il patrocinio del Comune di Vimercate, il sostegno della Provincia e del Comitato Imprenditoria Femminile della CCIAA di Monza e della Brianza – l’Associazione ha organizzato la prima edizione di “Slowomen. Buone pratiche e strumenti per donne alla ricerca di un lavoro a ritmo di vita”, un percorso gratuito in tre tappe che ha portato oltre cento donne a confrontarsi tra di loro e con vari esperti su temi quali l’avvio di un’impresa, la valorizzazione delle proprie potenzialità, le strategie per dare concretezza a progetti di vita e lavoro.

Il successo di questa iniziativa e l’accoglienza entusiasta del loro lavoro da parte di donne, ma anche uomini, istituzioni, mezzi di comunicazione del territorio del Vimercatese e non solo, rafforza il loro impegno nel perseguire sempre nuovi obiettivi. Obiettivi che sono cresciuti nel tempo e che hanno convinto della necessità di perseguire finalità non semplicemente culturali, ma di Promozione Sociale attiva che “innalzassero la qualità della vita”.

Il Coworking a ritmo di vita è il luogo fisico dove quotidianamente ci si mette alla prova e ci si confronta su azioni concrete per superare la dicotomia vita-lavoro. E’ un contenitore flessibile, il laboratorio dell’associazione, un luogo aperto a chiunque voglia entrare a far parte della community e proporre la sua visione di un “lavoro a ritmo di vita”.


LA FILOSOFIA

L’associazione Slow Working promuove il lavoro come una delle dimensioni in cui si realizza l’identità e la creatività delle persone. Sostiene donne e uomini alla ricerca di una consapevole lentezza come filosofia di vita alternativa ai ritmi frenetici tipici dell’attuale cultura economica e mette in discussione la presunta inconciliabilità tra vita e lavoro.

“Sloworking è la visione di un modo altro di lavorare, un modo consapevolmente lento e in armonia con i tempi della vita”.

Era il 1986 quando il giornalista Carlo Petrini, venendo a conoscenza dell’apertura di un fast food nel centro di Roma, avviava la sua contestazione pacifica fondando il movimento Slow food, sulla scorta del quale si è diffuso negli anni, ovunque nel mondo, il Movimento Slow con le sue numerose declinazioni (slow design, slow parenting, slow travelling, ecc.)

L’ambizione di Sloworking è tradurre la geniale intuizione di questo movimento in una serie di piccole ma tangibili azioni che consentano di portare anche nel mondo del lavoro un approccio lento, sostenibile, centrato sul benessere della persona e della famiglia come chiavi di successo professionale a medio e lungo termine.


IL PROGETTO

Sloworking come spazio di lavoro e di vita nasce da una riflessione sui quelli che sono i relai bisogni delle persone e si rivolge soprattutto a chi per scelta o per necessità abbia intrapreso la strada della libera professione e dell’imprenditoria o sia in procinto di farlo. Una risposta all’esigenza di vivere questa scelta in un ambiente protetto, che valorizzi le capacità di ciascuno, ne metta in rete le competenze, minimizzi gli impatti economici e fornisca continue occasioni di crescita professionale e di confronto.

Consapevoli che nello sviluppo professionale della donna in particolare, gioca un ruolo fondamentale la possibilità di gestire al meglio gli aspetti della vita familiare, Sloworking ha pensato di offrire servizi convenzionati, tutti improntati alla massima flessibilità e accessibilità, per favorire l’armonia fra vita e lavoro.

Dentro questo spazio si vuole creare una community dove si collabora, si condividono i momenti della vita quotidiana, ci si aiuta e ci si confronta. In questo si vuole mettere a sistema una vivace rete di relazioni personali e istituzionali, animando un dialogo costruttivo con il territorio.



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Linda Frigerio, eclettica chef a domicilio

Linda Frigerio, eclettica chef a domicilio


LA STORIA

Linda Frigerio, da sempre amante della buona cucina, si è dedicata a questa professione con impegno e creatività.

Da anni svolge con successo questo suo lavoro portando la sua esperienza direttamente nelle case delle persone come Cuoca a Domicilio.

Grazie ad una continua ricerca della perfezione, del giusto mix di ingredienti e tecniche, da anni ha riscosso un grande successo. Una chef a domicilio che non solo propone piatti innovativi ma che riesce a mantenere un equilibrio tra modernità e tradizione proponendo piatti ricercati e allo stesso tempo semplici e di sicuro effetto.


 

LA FILOSOFIA

La cucina di Linda propone una sinergia di vecchio e nuovo, parte da una base di cucina classica e tradizionale arricchita con innovazione e fantasia, per arrivare alla creazione di piatti nuovi ed originali adatti agli specifici palati.

Cucinare significa “trasformare” con passione e creatività per ottenere piatti da gustare con gli occhi e col cuore oltre che col palato. Per questo l’idea di cucinare e proporre i suoi piatti direttamente nelle case delle persone le permette di dedicarsi completamente alla ricerca del giusto connubio tra ricercatezza e attenzione nei particolari.

Adeguare la propria cucina al modo di vivere il cibo e la tavola dei suoi clienti. Proporre novità senza stravolgere la tradizione ma rivisitandola e modernizzandola.


 

IL PROGETTO

Da qualche tempo è giunta anche in Italia un nuovo modo di vivere la buona cucina. Per chi vuole organizzare una serata importante, a casa propria portando l’esperienza di uno chef sulla propria tavola: il cuoco a domicilio. Non un semplice servizio di catering, ma un vero e proprio chef che cucinerà a casa vostra utilizzando la vostra cucina e personalizzando il suo lavoro alle vostre esigenze.

Il cliente può quindi contattare direttamente lo chef scegliendo la tipologia di menù, il numero di persone, ma soprattutto capire insieme come organizzare una determinata serata, valutando gli spazi che a disposizione, i piatti più adatti, le stoviglie e tutto il necessario a rendere la vostra cena speciale e di successo.

Il servizio di uno chef a domicilio si basa sull’ottima qualità dei prodotti e del servizio che in questa formula riesce ad essere realmente alla portata di tutti e sopratutto riesce a raggiungere e soddisfare anche i clienti più esigenti con un servizio personalizzato ed esclusivo.

 



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